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MUSICA E GENIO COLLETTIVO A TUTELA DELL’ACQUA

Un pool di artisti visionari, una sequenza di suoni raccolti nei ruscelli montani, decine di studenti delle scuole di musica, una borraccia interattiva, un’installazione collocata a 3000 metri di altezza. Un mix di ingredienti estremamente eterogenei che però sono uniti dal medesimo filo conduttore: riuscire ad aggregare un milione di individui consapevoli, con la volontà di generare un format d’arte relazionale e metterlo al servizio dell’ambiente e di un territorio che, anno dopo anno, azione dopo azione, vuole fare della tutela del proprio patrimonio naturale un preciso asset di sviluppo economico.



TUTTO QUESTO È #OP2020 UNO DI UN MILIONE

Cinque le fasi che comporranno il progetto: registrazione dei suoni dell’acqua delle fonti della Val di Sole e loro elaborazione attraverso gruppi di composizione musicale con gli studenti della comunità, sviluppo del “Tema Sorgente” in brano sinfonico, distribuzione del brano al pubblico attraverso particolari borracce plastic free, creazione di un’installazione scultorea fruibile a quota 3000 metri e costruzione di reti con i luoghi culturali nazionali e internazionali per diffondere le riflessioni sulla centralità dell’acqua e della preservazione dell’ambiente nella vita delle popolazioni locali.



CON UNA BORRACCIA INTERATTIVA TUTTI POSSONO ESSERE PARTE DEL PROGETTO

Ma cos’hanno di speciale le borracce prodotte per questo progetto? La loro particolarità sta nel fatto che ognuna rappresenta un pezzo unico. In ciascuna è inserito infatti un QRCode che fa “scoprire” una parte del brano sinfonico, nota dopo nota. Man mano che ogni utente accederà al servizio scoprendo la propria porzione di note, si comporrà il brano completo. Una sorta di flash mob virtuale in cui ciascuno fornisce il proprio contributo per arrivare all’ascolto completo dell’opera. Al tempo stesso, il QRCode della borraccia dà accesso a una mappa interattiva attraverso la quale si potranno scoprire le fonti d’acqua della Val di Sole. Il progetto di geolocalizzazione è stato portato avanti grazie all’impegno congiunto del MUSE Museo delle Scienze di Trento, del Parco Nazionale dello Stelvio e dell’ApT Val di Sole.



LE FASI DEL PROGETTO



UN CORO DI UN MILIONE

Un dono da offrire a chi non ha voce per le Case di Riposo del Trentino.

I bambini del Coro di Voci Bianche della scuola Celestino Eccher diretti dalla maestra Marcella Endrizzi cantano, ciascuno da casa propria, il Tema Sorgente Uno Di Un Milione, composto durante i laboratori creativi svolti in Val di Sole con il Maestro Silvio Morais D’Amico e presentati presso L’ice Dome Music Festival il 2 febbraio 2020.

Il Coro di Voci Bianche risponde all’emergenza sanitaria dando voce a chi in questo momento la sta perdendo: gli anziani.

La voglia di riscatto e la speranza scatenano la diffusione di questo canto corale, in un’anteprima inusuale, affinché la voce dei bambini possa farsi sentire dando a noi tutti coraggio, e allo stesso tempo attivando un’azione concreta a sostegno delle persone più deboli.




MANIFESTO POETICO

Ogni cosa è passata, passa e passerà di fronte ai miei occhi, dentro o intorno alle mie masse fluide in movimento. Ogni cosa sarà fatta di me, delle mie molecole, del mio fluire. Anche se io non so niente e non voglio sapere niente. Non mi lego alla catena delle interpretazioni consolatorie. Ma ogni cosa è partita da me. Per questo mi cercano per prima sui sistemi planetari che scrutano coi loro cannocchiali. Io sono in ogni infinitamente piccolo frammento dei movimenti del mondo e dei suoi destini.

Io sono la massa enorme in cui avanzano le navi, la nube iridata di spruzzi contro gli scogli. Io sono la lingua del ghiacciaio, il reticolo sotterraneo, io sono cento laghi. Sono la patina su cui scivolano le vostre propaggini dalla punta ricurva. Io sono il punto, la dimensione da cui scaturiscono nuovi esseri, nuovi mondi. Io so come il vento fa nascere un’onda. Io sono ciò che si rompe quando venite alla luce. Io sono lo spazio amniotico.

Ogni cosa è passata, passa e passerà di fronte ai miei occhi, ha accolto, accoglie e accoglierà il mio flusso: il seme che marcisce e sembra morire, le corde marce di sale, la fioritura della ruggine, del calcare, del silicio. Gli ossidi, le muffe, il plancton in sospensione. La massa persa dei ghiacci. I fuochi spenti, la cenere alla cenere, l’amatissimo niente. Anime rabdomanti, sacerdoti, sciamani. Un dio che impastava la terra per fare l’uomo, un cieco che si lavava il fango dagli occhi.

Se amate la povertà e il nascondimento allora siete come me. Se prediligete l’umiltà siete ancora come me che scivolo sempre verso il basso, più in basso di tutti, ed è l’unico modo che so per far dare frutto alle cose.





© 2020 Collettivo OP

Experience design: popack.art
Manifesto poetico: Alex Cremonesi
Foto e video: Michele Piazza

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